Le scuse sono bellissime

Le cose inutili sono belle. Inutilità e bellezza ( post su Inutilità a bellezza ) vanno a braccetto dall’alba dei tempi. La margherita, i puntini sulle i, il codice di procedura penale, le istituzioni. Sono solo esempi di inutilità e bellezza. Un binomio indissolubile. La scusa è l’espressione più alta di tale combinazione. Inutilità e bellezza raggiungono la loro apoteosi nella azione della scusa.



In fondo all'animo umano lì a destra della apatia e un po' più giù del rimpianto esiste e resiste la passione nel coltivare le scuse.

Scuse bianche, nere ed in technicolor. I nostri nemici non le vogliono sentire ed i nostri amici non ne hanno bisogno. Va da sé che le scuse sono leggermente meno inutili del chihuahua e come volevasi dimostrare la loro bellezza è incontrastata ed incontrastabile.

Sono totalmente inutili e ne spariamo a miriadi come se non ci fosse un domani. Le scuse sono troppo belle.


Scusa per non farsi interrogare
L'amore della mia vita (o almeno lo era nell'annata del 2001) per evitare
le interrogazioni aveva 12 mestruazioni al mese. La mia faccia da stoccafisso rimaneva incredula alle sue capacità teatrali.


Scuse per non fare attività fisica.
Voglio andare a correre ma fa troppo caldo anzi no fa troppo freddo, potrebbe anche piovere poi mi fa male l'alluce e anche un po' l'indice. Sono troppo stanco oggi sono stato al computer tutto il giorno e la settimana scorsa ho aiutato mio fratello a fare il trasloco. Questa mattina ho starnutito e domani potrei avere mal di gola. Ho fatto tardi a lavoro e non farei in tempo a vedere Games of Thrones in streaming.

Omertà
Io non c'ero e se c'ero dormivo e se dormivo sognavo un'altra cosa!
Io non ho visto niente, se ho visto ho visto un’altra cosa.
Non so un cazzo, non credo ad un cazzo, non voglio un cazzo, non mi rompete il cazzo.

Scuse elettorali per destra e sinistra.
Vi prego non mi esiliate. Non volevo votare Berlusconi. Lo sapete che sono repubblicano. Non avrei voluto non è stata colpa mia. Lo dico sul serio. Al momento non c’erano valide alternative, la sinistra era divisa, il centro era assente, gli estremisti non erano fatti per me, le tasse mi attanagliavano, al seggio non ci vedevo bene, la mafia mi ha minacciato, i bolscevichi bussavano alle porte, saremmo usciti dalla NATO, solo Berlusconi ci avrebbe salvato dalle cavallette. Non è stata colpa mia, non volevo votare Berlusconi. Lo giuro su Craxi.

Vi prego non mi esiliate. Non volevo votare Renzi. Lo sapete che sono liberale. Non avrei voluto non è stata colpa mia. Lo dico sul serio. Al momento non c’erano valide alternative, la destra era divisa, il centro era assente, gli estremisti non erano fatti per me, l’Europa ci soffocava, al seggio non ci vedevo bene, la Merkel mi ha minacciato, i Tedeschi bussavano alle porte, saremmo usciti dall’Europa, solo Renzi ci avrebbe salvato dalle cavallette. Non è stata colpa mia, non volevo votare Renzi. Lo giuro su Prodi.

Chi non condivide su Facebook, Twitter o dove gli pare non ha scuse. Fidatevi non ha scuse.

8 commenti:

  1. Ho amici che sono più scuse che esseri umani

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  2. E io che sono uscita da tutti i social dove posso andare a condividere caro Oracolo, senza essere punita a morte!
    Troppo bello mio caro, un vero aperitivo prima di pranzo!
    Abbraccio forte!

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    1. Potresti condividere sul tuo blog. Sempre se c'è occasione e coerentemente con quello che scrivi. Ovviamente se scrivi un post sulla musica indie è un po difficile. Se scrivi un post su " Imiei blog preferiti" perchè no.

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  3. Complimenti per il bellissimo sproloquio,

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    1. Modestamente con gli sproloqui me la cavo benissimo

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  4. esatto la battuta sulle cavallette l'ho subito riconosciuta come quella che dice John Belushi nel film i blues brothers :-) Ottima disanima la tua sulle scuse...concord in pieno!!!

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    1. MI ha ispirata la battuta di Belushi in Blues Brother. Una delle battutte comiche meglio scritte di tutti i tempi. Ottima eccezione in cui la traduzione italiana è meglio dell'originale Inglese. Adesso basta altrimenti divento un noioso professore.

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  5. Forse la scusa peggiore è usare l'handicap di chi lo vive come causa dei propri mali

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